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Il lipofilling in chirurgia estetica e ricostruttiva

Il lipofilling in chirurgia estetica e ricostruttiva. La micro e la nano lipostruttura del volto.

Il lipofilling (iniezioni di grasso prelevato dallo stesso paziente e  posizionato nel volto) è una metodica in uso da circa 20 anni . Dopo l’avvento della medicina rigenerativa e il riconoscimento della presenza di cellule staminali nel grasso prelevato e trattato in vari modi, la procedura ha assunto nuovi aspetti anche nel campo del ringiovanimento-rigenerazione  del volto, oltre che nella ricostruzione per varie tipologie di problematiche.

Lipofilling del volto, prima e dopo il trattamento

È oggi possibile riempire le rughe del volto con il prelievo di grasso dall’addome o dai fianchi, il tessuto viene centrifugato per eliminare le componenti non utili quali il liquido ematico e l’olio, e la iniezione nel volto avviene  con cannule  sempre di dimesioni piu’ piccole (microcannule di diametro di circa 0.7 millimetri) fino all’uso di veri e propri aghi sottili  come quelli usati  per iniettare il fillers, o il botulino  del diametro di 0.2 o 0.3 millimetri. In questi casi il grasso viene emulsionato fino ad avere un tessuto molto liquido iniettabile. Quindi oggi si parla di MICRO FAT (micro grasso) e anche di NANO FAT(nano grasso). Questa emulsione non ha molte cellule grassose, ma ci sono molte cellule staminali e cellule endoteliali con capacità rigenerative, potenzialita’ che non hanno i comuni fillers in uso oggi in estetica e cosmetica. A differerenza del lipofilling tradizionale, eseguito con cannule di diametro maggiore di circa 1.5 millimetri, nella micro e nano lipostruttura le possibiltà volumetriche sono ridotte con vantaggio per le capacità rigenerative del grasso iniettato. Quindi siamo nel campo della ingegneria tissutale o tissue engineering. Non si creano grossi volumi nel viso, ma rigenerazione di zone particolari come le rughe peri-orbitarie, i solchi orbitari, le rughe attorno alla bocca, naso,labbro superiore, labbro inferiore, solchi laterali chiamati anche “marionette” in quanto ricordano i solchi delle marionette. Le capacita’ rigenerative vengono utilizzate quindi per migliorare le aree sottoposte a radioterapia, le cicatrici, le ulcere cutanee, e anche  nella estetica  con  ringiovanimento cutaneo specie per la pelle danneggiata dagli effetti termici (sole, freddo). La metodica permette di utilizzare le cellule staminali mesenchimali (ADSCs- Adipose Derived Stem Cells) contenute nel  tessuto grassoso prelevato e trattato in modo adeguato.

La staminalità del lipofilling autologo iniettato nel volto.

Paziente con invecchiamento precoce del volto e indicazione a intervento di lipofilling fronto-orbito-facciale. Immagine preoperatoria

Risultato dopo due anni dall’intervento di lipofilling

È ormai confermato che il lipofilling autologo (prelevato dallo stesso paziente) contiene più cellule staminali mesenchimali se paragonato al  midollo osseo.Sono chiamate  ADSCs , Adipose Derived Stem  Cells, e si trovano in una particolare zona del tessuto adiposo detta SVF, Stromal Vascular Fraction. Il prelievo di grasso si effettua con cannule o  microcannule, nell’area addominale, fianchi, glutei. Dopo la aspirazione si esegue la centrifugazione che rimuove i liquidi non necessari. Quindi si procede alla iniezione  di grasso purificato nelle varie aree del volto, secondo il programma preoperatorio concordato con il/la paziente.

Il lipofilling versus l’acido ialuronico.
L’acido ialuronico è un iniettabile di sintesi, quindi non autologo, con limitata capacità di durata, esiste un massimo di fiale iniettabili, e il riassorbimento è certo dopo un periodo di circa 9-12 mesi. L’acido ialuronico manca dell’effetto rigenerativo, è solo un riempitivo temporaneo e non va usato in pazienti in adolescenza o almeno fino all’età adulta. In ogni caso è bene che i fillers non vengano usati prima dell’età adulta e non nell’età adulta precoce. Sono da sconsigliare per non creare  persone filler addicted, o filler dipendenti che rappresenta purtroppo una nuova patologia sempre più frequente, indotta anche dai media.

Lipofilling del volto e programmazione chirurgica: prima e dopo il trattamento

La caratteristica dell’acido ialuronico è che non esiste il downtime (tempo di non-attività dal lavoro) per il paziente, cioè il tempo di assenza dal lavoro in quanto sono procedure rapide, eseguibili in ambulatorio. Molti fillers hanno anche inclusa la soluzione anestetica, per cui si evita l’anestesia locale.In ogni caso anche l’uso dei fillers  prevede problematiche soprattutto se eseguiti da chi non sia a a conoscenza del tipo di materiale iniettato.

Il grasso invece rappresenta una alternativa sicura e naturale agli altri trattamenti  per il riempimento dei tessuti della regione testa-collo. Di certo è richiesto un training di apprendimentto e aggiornamento prolungato.Quindi si può affermare che il trasferimento del grasso e delle cellule staminali, detto anche innesto autologo di tessuto adiposo, oltre che ristabilire i volumi del volto, rigenera i tessuti e rappresenta la migliore tecnica rispetto ad altri trattamenti  riempitivi.Il tessuto grassoso invece non ha limti di età per il trattamento. Di certo in base ai casi, spesso sono richiesti interventi  ripetuti nel tempo per consolidare il risultato. La prima iniezione è come la base sulla quale poi si aggiungono eventuali ritocchi.

Gli interventi è meglio siano eseguiti in sala operatoria, con la massima sterilità e in presenza dell’anestesista. Puo’ essere usata la anestesia generale o la locale con assistenza anestesiologica. In piccoli ritocchi il Day Hospital e’ indicato. Per interventi maggiori e’ opportuno il ricovero di una notte.

Il post-operatorio immediato prevede una cerottazione per stabilizzare il posizionamento del grasso, da tenere qualche giorno, non sono indicati massaggi immediati. Il/la paziente sono presentabili dopo circa 6-10 giorni, in rapporto alla quantità del grasso iniettato. In questo periodo è bene che venga indossata una ventriera per ridurre al minimo gli ematomi, ecchimosi e anche le possibili irregolarità della zona del prelievo.Si tratta in ogni caso di intervento chirurgico quindi devono essere messe in atto tutte le procedure per evitare le complicanze, a salvaguardia del paziente, che deve essere anche ampiamente informato con la firma del consenso previsto.