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TECNICHE CHIRURGICHE PRE-IMPLANTOLOGICHE DEI MASCELLARI

ATROFIA DIFFUSA

1. Mascellare superiore

In conseguenza dell’età nel paziente anziano o talvolta precocemente nel soggetto giovane, si evidenzia atrofia del mascellare superiore spesso accompagnata ad una atrofia anche della mandibola. In tali casi ci si viene a trovare in una grave situazione di III classe scheletrica che per essere corretta richiede l’utilizzo di procedure di chirurgia ortognatica (osteotomia le Fort I). Questa tecnica consente di avanzare il mascellare arretrato e di rialzarlo interponendo tra le linee osteotomiche un frammento osseo prelevato solitamente dalla cresta iliaca. L’innesto osseo viene fissato rigidamente con placche e viti, o in certi casi con gli impianti dentali posizionati immediatamente.

Si possono anche effettuare rialzi dei processi alveolari diffusamente atrofici mediante innesti d’osso definiti onlay fissati alla base ossea mediante viti a compressione o utilizzando gli stessi impianti.

2. Mandibola

Le situazioni di atrofia diffusa della mandibola possono richiedere procedure chirurgiche preimplantologiche molto complesse che vanno dalla distrazione osteogenetica all’apposizione di innesti ossei tipo onlay, talvolta preceduti da interventi di trasposizione e riposizionamento dei nervi alveolari.

ATROFIA LOCALIZZATA

1. Mascellare superiore

Quando l’atrofia è localizzata in corrispondenza dei seni mascellari si effettua un intervento che viene chiamato di rialzo del seno mascellare. Consiste nel creare una finestra nella parete anteriore del seno mascellare, scollare la mucosa, preservandola accuratamete; si ottiene così una cavità ossea endosinusale che viene poi riempita con frammenti di osso prelevato o dalla cresta iliaca o dalla teca cranica. Eseguita questa operazione, dopo qualche mese, dopo l’attecchimento dell’osso innestato, è possibile procedere con l’implantologia endo-ossea.

Quando l’atrofia è localizzata nel settore anteriore dell’arcata mascellare superiore è possibile posizionare piccoli innesti di tipo onlay prelevati da vari siti (cresta iliaca, teca cranica, mento, ramo mandibolare, angolo goniaco) che possano garantire uno spessore osseo sufficiente ad accogliere impianti dentali.

In alternativa a questa procedura la moderna chirurgia maxillo facciale può avvalersi dell’utilizzo di osteodistrattori che distraendo e guidando la crescita del callo osseo, sono in grado di realizzare aumenti dello spessore osseo che consentono il posizionamento degli impianti.

2. Mandibola

Atrofie localizzate della mandibola vengono solitamente corrette mediante innesti ossei di tipo onlay accuratamente fissati al sito ricevente.