Chirurgia cranio – maxillo – facciale: si chiude il summit europeo

Il XIX Congresso europeo della disciplina si è chiuso venerdì al Palazzo della Cultura e dei Congressi di Bologna e lancia per il futuro prossimo la sfida dell’applicazione ai pazienti delle scoperte derivate dall’ingegneria tissutale.

Proprio per questo motivo ha riscosso un notevole successo tra i professionisti intervenuti al convegno, la special lecture del prof. Yilin Cao, direttore del centro di ingegneria tissutale di Shangai.

In modo particolare, il luminare cinese ha illustrato come, dopo anni di ricerca, si è riusciti a passare all’applicazione diretta sui pazienti. È stato mostrato, quindi, come intere aree del volto possono oggi essere ricostruite con tessuti coltivati in laboratorio. Questo metodo riduce notevolmente i rischi di rigetto che potrebbero invece presentarsi in caso di trapianto e apre nuove strade nella chirurgia cranio maxillo facciale.

Hanno ottenuto grande consenso anche i relatori della Paul Tessier Lecture (così chiamata in onore del fondatore della disciplina), Henry Kawamoto e Anthony Wolfe che hanno ripercorso la storia della disciplina con tutti i più importanti successi ottenuti in questi anni.

Non si può dimenticare, in chiusura di convegno questa mattina, l’intervento di Bernard Devauchelle che ha illustrato – a tre anni di distanza dal primo trapianto parziale di faccia – i risultati del decorso post-operatorio e di come il volto di Isabelle (questo il nome della donna operata) abbia ripreso completamente tutte le sue funzioni naturali.

Il Congresso, promosso dalla Società Europea di Chirurgia Cranio – maxillo – facciale presieduta dal prof. Luigi Clauser, ha raccolto, nei quattro giorni di lavori, l’adesione di 1.500 professionisti da tutto il mondo.

FONTE:  Chirurgia cranio – maxillo – facciale: si chiude il summit europeo


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